Sabato 14 Luglio ore 20.00

AREA SWITCH-BACK

“I primitivi” di Nick Park con le voci di Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Corrado Guzzanti, Greg, Chef Rubio
(2018, Regno Unito, Francia) – 89′ 

Il giovane cavernicolo Dag, sempre accompagnato dal fedele cinghiale Grugno, è un volenteroso cacciatore e vive nella foresta in armonia con la sua tribù, guidata dal tollerante e pacato capo Barbo.
Nessuno di loro è una cima, ma per cacciare conigli nell’Età della Pietra, non sembra poi tanto necessario, se non fosse che il perfido Lord Nooth si impadronisce della loro valle, aprendo ufficialmente, secondo lui, l’Età del Bronzo.
Ma Dag non si rassegna e si infiltra nel territorio del nemico, dove apprenderà che il gioco preferito nell’Età del Bronzo è…il calcio.
E poiché alcune pitture rupestri rivelano alla sua tribù di aver avuto antenati calciatori, Dag decide di sfidare i nemici ad una partita, se vincerà potrà riavere la terra perduta, in caso contrario tutta la sua tribù sarà costretta a lavorare in miniera per i vincitori.
Film realizzato dagli studi di animazione inglesi Aardman, che vantano nel loro catalogo titoli come “Galline in Fuga”, “Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro”, “Shaun, vita da pecora – Il film”.
L’autore, Nick Park, racconta a passo uno, con la complicità di divertenti personaggi realizzati in plastilina, la storia esilarante e coraggiosa di un ragazzo che riesce ad unire le forze dei suoi compagni per resistere e combattere le mire di un potere arrogante e senza scrupoli.
In questo film ironico e irriverente è messa in scena, tra mammut lanosi e creature preistoriche, la possibilità di un riscatto attraverso una presa di coscienza collettiva.

Sabato 14 Luglio

Il Cinema d’Incanto: storie per piccoli e grandi spettatori

Sabato 14 Luglio ore 18.00

AREA SWITCH-BACK

“Pezzi” di Luca Ferrari
(2012, Italia) 70′

Massimo per i compagni di bisca è “er pantera”. Dalla vita non ha mai avuto niente, solo la miseria della periferia romana, del Laurentino 38. La sua storia è anche quella di Giuliana, Stefano, Rosi, Bianca, Lillo: schegge impazzite,
vittime di un’esistenza senza obiettivi vissuta sempre ai margini, schiavi delle violenze subite.
Vite piegate dalla droga, dall’alcool, dal cancro, una guerriglia quotidiana.
Madri che piangono i figli. Padri che li rinnegano. La paura di tornare in strada dopo la galera. Una botta di coca per iniziare la giornata. Una birra, una grappa e una partita di biliardo per chiuderla. Per questi uomini e donne non c’è, né forse mai ci sarà, posto per la speranza.

Sabato 14 Luglio

Documentari

Domenica 15 Luglio ore 22.45

ARENA GRANDE

“Zora la vampira” dei Manetti Bros.
(2000, Italia) – 105′

All’alba del terzo millennio, sulla torre più alta del castello del Conte Dracula, è montata un’enorme parabola satellitare. Dracula, stanco di bere sempre lo stesso sangue, decide di trasferirsi in Italia, affascinato dalle immagini trasmesse dalla tv. Qualche tempo dopo Dracula si rende conto di quanto sia duro risiedere in Italia; con il suo servitore si trovano a dormire in una casa fatiscente alla periferia di Roma. Di notte il conte comincia a frequentare un vicino centro sociale dove incontra Zora, una writer che gli cambierà la vita.

TRAMA LUNGA
Deciso ad allontanarsi dalla Transilvania, il Conte Dracula arriva col fedele servo a Roma, e trova alloggio in un modesto appartamento al Prenestino. Girando in cerca di prede, arriva al centro sociale. Qui, una sera, incontra Zora, ne resta affascinato, sente di poter ricominciare ad amare e di non voler più bere sangue innocente. Dafne però era già stata morsa, in breve muore e nel quartiere comincia la caccia al colpevole. Sulle sue tracce si mette anche il commissario Lombardi, che usa metodi molto sbrigativi. Zora chiede a Dracula di diventare una vampira, ma lui è fermo nella decisione e rifiuta. L’assalto dei poliziotti alla casa di Dracula fallisce, tutti muoiono. Allora un agente si infiltra nel centro sociale per avere informazioni. Quelli del centro preparano un’azione contro Dracula, nella quale coinvolgono anche il parroco. Il gruppo si dirige a Napoli, dove Dracula si è trasferito. Nella nuova casa, Dracula e Zora si sposano. Di fronte al minaccioso arrivo da Roma, Dracula cerca di difendere le proprie ragioni di ‘immigrato’ ed ‘extracomunitario’. Arriva Lombardi e uccide Zora. Dracula allora la morde e ne fa una vampira, poi esce alla luce del giorno e si annulla. Il servo e Cianuro, un ragazzo del Prenestino, portano via il corpo di Zora.

Domenica 15 Luglio

Made in Cinecittà

Sabato 14 Luglio ore 22.30

ARENA GRANDE

“Troppo forte” di Carlo Verdone
(1986, Italia) – 110′

Oscar Pettinari è un bravo giovanottone, grosso e vociante quanto è semplice e mite. Suggestionato dalle immagini di Stallone e di Rambo, si è messo in testa di fare il cascatore. A capo di una banda di borgatari romani, tutti in sella alle loro amatissime moto, Oscar cerca di farsi un sia pur modesto nome nel mondo della celluloide. Ma il suo viso da “buono” è troppo in contrasto con i giubbotti tutti borchie e la benda nera sulla fronte. Mal consigliato da un azzeccagarbugli che circola nei viali di Cinecittà, Oscar si getta con la moto contro la Rolls Royce di un produttore americano, confidando in indennizzi e scritture. La macchina, però, è guidata da Nancy, la giovane diva del film in cantiere la quale, lievemente ferita al volto nell’incidente, perde il ruolo ed il contratto. Mentre il produttore parte per affari a Londra, Oscar ospita la donna nel suo modestissimo alloggio di periferia, la nutre e la assiste e lei, senza un soldo in tasca, spreca bigliettoni in telefonate oltre Oceano, cercando aiuto nell’intento di riprendere il lavoro. Ad Oscar premono invece i cinque milioni di indennizzo che, a dire dell’avvocato chiacchierone, il produttore dovrà pur dargli. Per raggiungere lo scopo desiderato, lo sfortunato Oscar dovrà incappare in varie avventure, impegnandosi in una spericolata gara motociclistica nella zona fluviale di Roma (la vincerà, ma sarà contestato e picchiato dalla cricca di Murena, il bullo perdente) e lottando contro le lusinghe ed i cavilli del produttore americano suddetto che, rientrato a Roma, sta per offrirgli un buon contratto. Ma, al momento della firma, l’onnipresente e frenetico avvocato piomba sul suo cliente e lo dissuade facendogli balenare il miraggio di ottenere ancora più quattrini, per lasciarlo infine più bastonato che mai. Lo stesso avvocato altri non è che un povero folle, del quale due vecchie sorelle ben conoscono le allucinazioni e le imprese sotto mentite spoglie (di volta in volta, egli è legale, veterinario, coreografo ed altro ancora). Intanto Nancy è raggiunta a Roma dal marito e ripartirà per gli Stati Uniti, dove l’aspettano la casa, una bambina e la rinuncia ai propri sogni di celebrità. Non restano al povero Oscar che il ricordo di quella graziosa aspirante-diva e la speranza che, finalmente, il cinema si accorga delle sue capacità di “stuntman” tutto fare. Di male, in ogni caso, se ne potrà fare un po’ di meno poiché, per ascoltare quel matto di avvocato e rendere più pesante il conto da presentare al produttore americano, gli è stata pure asportata la milza…

Sabato 14 Luglio

Made in Cinecittà

Sabato 14 Luglio ore 21.15

ARENA GRANDE

IL PRINCIPE DI OSTIA BRONX di Raffaele Passerini
(2017) 75 minuti

Attenzione: questo film è rivolto a spettatori che hanno fallito almeno una volta nella vita.
Dario e Maury, due attori rifiutati dal teatro, dall’Accademia e dal cinema, decidono di trasferire il proprio palco sulla spiaggia gay nudista di Capocotta, vicino a Ostia, Roma. Qui arriva gente che ha voglia di sentirsi libera, di non avere regole. Grazie alla perseveranza della loro poetica, che vede nel fallimento una nuova forma di vittoria, Dario e Maury si guadagnano, in 20 anni, l’affetto di un pubblico fedele, assieme ai titoli diPrincipee diContessa.
Estate dopo estate, i due inventano e filmano un vasto repertorio di scene in cui brucia l’amara mancanza di un palco vero, “che solo isignori, igrandi geniitaliani, sono autorizzati a calcare”.
Questo film celebra, in modo irriverente, il fallimento come parodia, rendendo chiunque lo desideri unPrincipeo unaContessa, almeno per un giorno.
Il progetto:Il Principe di Ostia Bronxè un lavoro sperimentale dai toni folk e kitsch accompagnato da musiche inedite che vanno dal pop, alla disco, all’elettronica. Un repertorio di brani inediti firmati da Rossano Baldini – in collaborazione col regista (che ne co-firma e canta alcuni pezzi) – che dialogano con alcuni gioielli della musica d’autore italiana e internazionale, da Antonello Venditti, a Pierangelo Bertoli, a Gala.
Un film ultra-low budget che, dopo essere stato pluripremiato al Biografilm Festival di Bologna,riesce ad approdare nelle sale cinematografiche italiane, distribuito a dalla stessa Kiné in collaborazione con Movieday.

Sabato 14 Luglio

Film in Concorso

Giovedì 12 Luglio ore 22.00

AREA SWITCH-BACK

“Lovorphosis” di Roberto Grasso e Sara Irace
(2017, Italia) – 6’40” 

Un chimico abbandonato dalla sua anima gemella, notte dopo notte, non sopporta le dolorose farfalle che ancora vivono nel suo stomaco.
Inventa così un potente pesticida per liberarsi di loro, ma annienta in questo modo anche tutte le altre sensazioni.
La cura è quindi peggiore della malattia.
Solo un bambino sarà in grado di liberare l’uomo dalla sua maledizione.
Lovorphosis, ossia amore e metamorfosi, è il titolo emblematico di un racconto che narra la storia di un uomo afflitto per la separazione dalla persona amata.
Roberto Grasso e Sara Irace, due giovanissimi talentuosi autori, realizzano questo corto d’animazione in stop motion, caratterizzato da una vitale tenerezza, passione e poesia.

Giovedì 12 Luglio

UPPERCUT SHORT FILMS

Venerdì 13 Luglio ore 22.00

AREA SWITCH-BACK

“Symphony No.42” di Réka Bucsi
(2014, Ungheria) – 10′

Una volpe è nel bosco, si interroga sull’essenza dell’universo e si spara un colpo in testa.
Cosa ha turbato così tanto la povera volpe per farle compiere questo gesto?
Questo cortometraggio è l’opera di debutto dell’illustratrice e regista ungherese RéKa Bucsi.
Grottesco, sarcastico, bizzarro e poetico, Symphony No.42 è un viaggio surreale e fantastico all’interno dei paradossi del mondo che viviamo.
Animali che riflettono sul senso dell’esistenza e cultura pop sono i protagonisti di quest’animazione, che alterna scene di spietata ironia a grottesche immagini di profonda tristezza.

Venerdì 13 Luglio

Uppercut Short Films