Domenica 15 Luglio ore 21.00

ARENA GRANDE

“Transfert” di Massimiliano Russo
(2017, Italia) – 101′

Stefano è un giovanissimo psicoterapeuta, molto acuto ed empatico, ma anche inesperto. I suoiprimi pazienti si rivelano essere dei casi particolarmente difficili da gestire, e la sua professione sifa’ insidiosa. Alcuni di loro arriveranno a compromettere la vita del terapeuta, la loro stessa e quella degli altri pazienti. Il film si sostanzia in una grande quantità d’intrighi psicologici e una lungaserie di colpi di scena.
NOTE DI REGIA:
Transfert è un thriller psicologico, è un gioco di specchi, come spesso suggeriscono leinquadrature del film e il loro linguaggio. E’ un avvincente sfida intellettuale servita allo spettatoredai puntuali colpi di scena.
Volevamo che il film per tutta la durata tenesse lo spettatore in tensione che lo catturasse, che fosse capace di estorcere la sua attenzione; per questo abbiamo investito e puntato molto sulla sceneggiatura, sulla trama, sulla credibilità personaggi, dei loro rapporti e dei loro dialoghi.

Domenica 15 Luglio

Film in Concorso

Domenica 15 Luglio ore 22.00

AREA SWITCH-BACK

“Dimanche” di Patrick Doyon
(2011, Canada) – 10′

Un’animazione capace di trasformare in straordinario un banale pranzo domenicale in famiglia.
È una domenica di inverno.
“Dimanche” riporta lo spettatore alla propria infanzia, per alcuni minuti si torna bambini e ci si ricorda di quei viaggi in macchina, quando tutto sembrava lontano. E di quei rumori, colori e odori della casa dei nonni.
I mobili di un altro tempo, la televisione sempre accesa, la nonna in cucina a preparare da mangiare e i pranzi e le cene dei grandi che non finivano mai. E allora si iniziava a fantasticare, si partiva per un’avventura, correndo tra quelle gambe lunghissime degli adulti, immersi in conversazioni incomprensibili, simili al gracchiare delle cornacchie.
“Dimanche” è un piccolo capolavoro, opera di debutto di Patrick Doyon, illustratore e regista del Québec.
C’é qualcosa, raccontata in questa piccola storia, che potrebbe essere triste, e perfino brutale, ma tutto è filtrato attraverso gli occhi di un bambino e la magia dell’animazione fa il resto, rendendo questo corto malinconico e dolce allo stesso tempo.

Domenica 15 Luglio

Uppercut Short Films

Domenica 15 Luglio ore 22.00

AREA SWITCH-BACK

“Play” di Antonino Torrisi
(2017, Italia)- 14′

Valerio è un giornalista in difficoltà che rischia il proprio posto di
lavoro, e che vuole diventare “grande”. Sofia è una donna che lavora nell’ufficio di un P.M., con
cui Valerio ha una relazione puramente strumentale. Un giorno Valerio ha l’opportunità di ottenere lo scoop, di diventare “Grande”, ma pagando un prezzo alto: la vita di Sofia. Valerio assiste alla morte della sua compagna, scrive il suo pezzo, diventa uno scrittore di successo. Il senso di colpa lo attanaglia, però, e lo conduce in una dimensione incoerente, in cui ciò che è stato diverrà, e ciò che diverrà è ciò che già è stato. Il destino di Valerio è quello di vivere all’interno di questo quadro di Escher per sempre.

Domenica 15 Luglio

Uppercut Short Films

Sabato 14 Luglio ore 22.00

AREA SWITCH-BACK

“Blue Screen” di Riccardo Bolo e Alessandro Arfuso
(2017, Italia)- 17′

BLUE SCREEN è un documentario originale del cineasta androide Mk3 che abbiamo avuto la fortuna di rinvenire in un vecchio VHS. Il film è il diario intimo di una rimozione collettiva e
racconta, attraverso la voce e le memorie dell’autore, la ribellione dei droidi di servizio di terza generazione contro l’egemonia del genere umano.

Sabato 14 Luglio

Uppercut Short Films

Venerdì 13 Luglio ore 17.30

AREA SWITCH-BACK

“Socialmente pericolosi” di Fabio Venditti
(2017, Italia) – 90′

Il giornalista televisivo Fabio Valente entra all’interno del famigerato carcere dei suicidi, la casa di reclusione di Sulmona. Ha modo così di conoscere Mario Spadoni, ergastolano boss dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Tra i due, coetanei, scatta un’amicizia epistolare che ben presto si trasforma in fratellanza tanto che il boss decide di raccontargli tutta la sua vita e la guerra di camorra degli anni Ottanta. Dopo la pubblicazione del libro che ne scaturisce, Mario si ammala di cirrosi epatica di origine virale complicata da quattro carcinomi. Fabio allora si adopera affinché lasci il carcere e venga curato a dovere. Per consentirgli inoltre di seguire la terapia di cui necessita in maniera efficace e quotidiana, accetta di accoglierlo in detenzione domiciliare nella casa romana in cui vive con la famiglia. Qui, Mario gli chiederà di salvare i suoi figli, che vivono ancora nel clima di violenza di Napoli.

Venerdì 13 Luglio

Documentari

Domenica 15 Luglio ore 18.00

AREA SWITCH-BACK

“Vento di soave” di Corrado Punzi
(2017, Italia) – 77′

Come si vive in una città del sud Italia, a pochi metri da una centrale a carbone e da un petrolchimico tra i più grandi d’Europa? Cos’è rimasto delle iniziali promesse di progresso? Due agricoltori che vivono e lavorano sotto le centrali e un sub ambientalista dal profilo contradittorio, cercano di dimostrare i danni economici e sanitari subiti dalle industrie. Eppure, l’addetto stampa della Centrale, racconta una realtà diametralmente opposta. Così, mentre la città assiste agli eventi culturali e sportivi finanziati dalle industrie, la verità e la giustizia sembrano rimanere sospese e indecifrabili, come in un processo kafkiano.
NOTE DI REGIA:
Il film racconta la colonizzazione industriale di un territorio a vocazione agricola, il conflitto moderno tra progresso e danni ambientali e sociosanitari.Vento di soaveè l’espressione con cui Dante Alighieri definì l’imperatore svevo Federico II, per riferirsi alla potenza impetuosa con cui la sua dinastia conquistò l’Italia meridionale. Con Federico II la città pugliese di Brindisi visse i suoi migliori anni di prestigio culturale e commerciale. Oggi però, a testimonianza di quel passato glorioso, è rimasto solo qualche monumento e il nome dell’imperatore richiama soltanto il nome della centrale a carbone più grande d’Italia: la Centrale Enel Federico II. Ora il vento è ciò che trasporta il dominio delle industrie nell’aria della città e unisce, come un soffio soave, le vicende di quattro persone che raccontano i due lati di un conflitto apparentemente irrisolvibile e immutato, come il ripetersi ciclico dei giorni e delle stagioni. L’intento del film è restituire la complessità del tema, attraverso la molteplicità delle prospettive e una narrazione che tenta di limitarsi ad osservare: sia la quotidianità di chi si ritiene vittima dell’impatto ambientale delle industrie, ma continua a viverci a ridosso o a lavorarci, sia di chi ricopre incarichi istituzionali per queste stesse industrie, lavorando alla costruzione di una loro immagine positiva.

Domenica 15 Luglio

Documentari